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Il cioccolato plastico

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Ho voluto fare un beta-test sul cioccolato plastico per rendermi conto della difficoltà di ottenimento, della difficoltà di lavorazione e dell’effetto ottenuto.

Per ora mi sono limitata a comprare una cioccolata di qualità scadente (il Galak) perché era l’unico bianco disponibile senza le mandorle o le nocciole. Visto che è solo una prova, l’ho comunque preso, ma mi riprometto di cercare qualcosa di meglio per la torta di piccolo Attila definitiva.

Ho fatto il solito giro in internet e ho trovato un bel video molto chiaro su cosa si deve fare per avere del cioccolato plastico decente.

Il video, peraltro, si chiama “cioccolato plastico in 20 minuti” ma si fa in meno tempo. L’unica differenza che ho riscontrato è che per far squagliare la cioccolata nel mio forno a microonde a potenza massima (750 W) ci sono voluti DUE giri da un minuto.

Ecco qui la ricetta:

100 g cioccolato bianco
1 cucchiaio raso di acqua
1 cucchiaio colmo di miele
Zucchero al velo q.b. (e questo q.b. è davvero poco se confrontato alla pasta di zucchero, credo di averne usato una cinquantina di grammi o giù di li)

La procedura è facilissima:

Mettere il cioccolato in un recipiente per forno a microonde, sciogliere a potenza massima per 2 minuti. Aggiungere l’acqua e mescolare. Aggiungere il miele e  mescolare. Riversare la massa (ancora molto poco compatta) su un ripiano per far freddare (processo che impiega meno di un minuto) e lavorare con poco zucchero a velo. Quando la massa si è abbastanza compattata (non si attacca più alle mani anche se le mani non sono sporche di zucchero al velo) riporre in luogo fresco e asciutto per 12 ore.

Considerazioni sul sapore: ho usato il miele monofiore di castagno, che pur essendo davvero buono, è troppo forte e amaro e prende il sopravvento sul sapore della cioccolata che quasi scompare. Questo è probabilmente pure dovuto alla proporzione del miele rispetto al cioccolato: sarà quasi un quarto del totale!

Considerazioni sulla consistenza e l’aspetto: la pasta di zucchero è meno “unta” del cioccolato plastico e quest’ultimo (almeno fino ad ora, ma non sono ancora passate 12 ore) è molto meno compatto e solido della prima. Questo aspetto un po’ mi dà noia perché speravo, usando il cioccolato plastico, di evitare l’effetto “figurina chiatta”. Avevo, infatti, letto su internet che il cioccolato plastico diventa duro prima della pasta di zucchero: forse ho sbagliato a mettere così poco zucchero. Dovrò fare un’altra prova in cui aggiungo zucchero al velo oppure allungo i tempi di riposo prima dell’uso. La lavorazione è molto più facile e meno pasticciata di quella della pasta di zucchero, ma queste dosi sono piccole. La quantità di cioccolato che ho ottenuto è ben lungi dall’essere sufficiente per ricoprire una torta intera.

La palletta  la userò per fare il barbapapà e a quel punto sarà finita. Un altro problema è che il colore di quello che si ottiene NON è bianco, quindi per le decorazioni bianche non si può usare (basta fare il confronto con gli occhi di barbabella o la sua collana).

Sto aspettando che si irrigidisca ancora un po’ e poi proverò a fare il barbapapà così vediamo anche come prende il colore.🙂

 

Informazioni su proffabbri

Sono la mamma di due bimbi spettacolari e l’insegnante di scuola media di un po’ di pesti deliziose. Mi diletto a pasticciare con le mani quando il tempo ed i miei amori me lo permettono.

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  1. Bello quel righello! ;oP (cmq sei proprio Prof., pure sul blog!!!)

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